I SOGNI
come processo sovrano di Aurodeterminazione

Trascrizione della trasmissione video per la rubrica “Aurodeterminazione” sul canale BorderNights

L’argomento che mi sono proposto di condividere con voi è il Sogno.


Potreste giustamente obiettare: ma che c’entra il sogno con l’autodeterminazione.

E questa è una bella domanda. Ma se avrete la pazienza e la perseveranza di seguirmi in questo discorso, non facile, anzi, un vero e proprio dedalo visionario tra fisica quantistica, metafisica e misticismo… allora forse potrò passarvi la mia “sensazione” che i Sogni sono veri e propri meccanismi di esercizio di sovranità e, per questo l’apice iniziatico di quella che io e Valentina Cidda definiamo Aurodeterminazione, ossia autodeterminazione come processo di trasformazione alchemica interiore.

Come è stato per tutte le puntate, sia pe le mie che per quelle di Valentina, gli argomenti che scegliamo sono frutto di pratiche ed esperienze personali, non sono scelte mentali nate da un’idea teorica. La nostra ricerca parte dalla Pratica, e dopo è soggetta ad approfondimento teorico.

Questo per introdurre lo spunto pratico che ha condotto alle riflessioni che tra poco vedremo…

Tutto parte da un sogno che ho fatto, o meglio, vissuto, un paio di settimane fa.
Un sogno che apparentemente non ha niente di speciale, se non per un dettaglio che mi ha fatto rendere conto, già nel sogno stesso, di trovarmi a che fare non con un sogno nel senso tradizionale, “accademico” classico, ma con una ESPERIENZA.


Ho sognato me stesso che viveva un’altra vita, rispetto a quella che conosco essere la mia… un me stesso forse rimasto succube di un trauma di infanzia che lì non avevo superato come invece sento di aver fatto io in questa dimensione per me lucida e reale. Ma quel “me” nel sogno era deciso a far emergere tutta la verità ed era deciso a farlo (dopo aver tentato invano di parlare inutilmente con le cosiddette “forze dell’ordine”, che mi rimandavano puntualmente via ogni volta che mi presentavo, o perché non c’era l’appuntato, o perché non era orario…) ricollegandosi a dimensioni, mi sembra, “altre”, in una specie di piccolo rituale, molto semplice, essenziale che l’altro me stava preparando, come ultima spiaggia, per liberarsi da questa angoscia… e il me del sogno era in una particolare resa, nella consapevolezza dell’inevitabile che non poteva essere più rimandato e che probabilmente gli sarebbe costato tutto.

Poco prima di compiere questo collegamento altro però, pur avendo preparato tutto (una formula scritta a penna che non ricordo bene, ma erano frasi non riconducibili allo stato attuale delle mie conoscenze a nessuna forma di scrittura esistente, scritta su fogli gialli con una penna ad inchiostro di un rosso tenue, e già qui si potrebbe aprire tutta una simbologia sul significato cromatico), si affaccia alla finestra, scende un attimo giù al palazzo per guardare in strada; ovviamente era casa mia ma, come spesso succede nei sogni “non era proprio casa mia”, il mio altro sé del sogno viveva in un vecchio palazzo stile casa di ringhiera alla periferia di una città non meglio identificata; rientra di corsa nel portone per infilarsi in ascensore prima che lo possano vedere alcuni parenti che stavano arrivando (ricordo uno dei miei cugini), e fa in tempo a schiacciare il tasto 1 (vivevo al primo piano evidentemente), prima del loro arrivo; tira un sospiro di sollievo mentre l’ascensore va… ma, una volta raggiunto quel primo piano, le porte non si aprono… l’ascensore inizia ad oscillare leggermente e, dopo una brevissima sospensione simile ai vuoti d’aria che si avvertono talvolta in aereo, l’inversione: l’ascensore inizia a venire giù senza controllo… l’istinto di sopravvivenza in quel momento mi porta senza ragionare velocemente sulla postura del corpo da adottare – corpo già compresso verso il soffitto – nel piegare le gambe per ammortizzare al meglio l’impatto… ma sentivo che sarebbe stato tutto inutile… intanto l’ascensore continuava a precipitare… e precipitava e io – il me nel sogno – vedevo i piani fuori che scorrevano… ma non arrivava mai lo schianto… era una specie di infinita “accelerazione quantica” ad altissima velocità… e allora lì ho capito, in un istante di lucidità all’interno del sogno: l’impatto di quel corpo nell’ascensore col piano terra c’era stato, ma la “coscienza locale” di quel Valentino del sogno continuava ad esistere nel processo di accelerazione dell’ascensore fino all’innesco dell’energia necessaria per lo “spostamento coscienziale” ad un’altra dimensione parallela (o meglio, come la vedo io, “compenetrata”): la dimensione lucida che vive il mio Io di questo momento, nella dimensione che chiamiamo realtà, da cui vi sto parlando.

In pratica – ed è una cosa che ho sempre pensato profondamente –, quando sogniamo di morire non si tratta di un sogno, ma di uno spostamento di “coscienza locale” da una dimensione parallela (compenetrata) ad un’altra. La Coscienza è una, (non parlo della Coscienza Universale che unisce tutte le anime, intendiamoci), ma di quella che riguarda nello specifico ciascuno di noi nel suo sentiero esistenziale… la Coscienza è una, ma vive in infinite dimensioni parallele, tangenti, trasversali, eccetera, ma compenetrate, attraverso le sue estensioni “locali”… la coscienza locale di quel Valentino di quella dimensione che mi è apparsa in sogno si è spostata, attraverso quella che io chiamo a sensazione “accelerazione quantica” dell’ascensore precipitante, nella mia coscienza locale da cui vi sto scrivendo… forse per un ulteriore salto quantico che deve avvenire in questa dimensione… La mia sensazione profonda è che i sogni, allora, non sono una mera riorganizzazione inconscia del caos esperienziale di questa dimensione, ma finestre attraverso cui la nostra attuale specifica coscienza locale si affaccia su un’altra delle infinite dimensioni compenetrate, vissute da altre infinite coscienze locali, tutte riflesso di quell’Unica grande immensa Coscienza che ciascuno di noi E’.

Così, ho iniziato a fare delle ricerche in merito, per verificare quanto e in che modo questa mia sensazione fosse già stata oggetto di studio.

La prima evidenza che mi appare risonante riguarda La funzione dell’Ascensore:

L’ascensore ha funzionato nel sogno da vero e proprio

Acceleratore di Particelle Coscienziali


E scopro già da subito che la mia “sensazione” della morte in sogno come “spostamento” di coscienza è tecnicamente una visione di

fisica multidimensionale.


L’ascensore che precipita non è uno strumento di morte, o meglio lo è per la “realtà del sogno” – avranno trovato il cadavere nella cabina schiantatasi al suolo –, ma non lo è oltre il sogno… esso è un 

vettore di frequenza.

Per saltare da una dimensione, da densità, all’altra, la coscienza locale ha bisogno di un collasso del tempo lineare. La caduta libera è l’unico momento in cui il corpo “smette di pesare” e la velocità rompe la barriera della coerenza locale di quella che è la realtà all’interno del sogno. Quel Valentino è rimasto schiacciato al suolo, ma il suo “vettore” (l’ascensore) ha bucato la membrana dimensionale ed è arrivato a me. La sensazione infatti non è quella di aver sognato lui: ma di aver ricevuto lui.


E già qua, da un punto di vista alchemico,  lAurodeterminazione reale non è “io decido cosa fare”, ma “io decido di essere il canale della Verità, a qualunque costo”.

Quel Valentino aveva accettato l’inevitabile. È stata quella resa a sbloccare l’accelerazione.

Finché si lotta per tenere i comandi dell’”ascensore”, si resta in quella dimensione. Quando si accetta l’impatto, si diventa pura energia cinetica che trasmigra.


L’Aurodeterminazione è appunto il coraggio di lasciar precipitare l’ascensore della vecchia identità.


Molti cercano l’autodeterminazione per “stare meglio al primo piano” del Sistema. Ma la vera Aurodeterminazione è scrivere la formula della propria liberazione, accettare l’impatto e permettere alla coscienza di accelerare verso dimensioni dove lo Stato, i parenti e i debiti non hanno più coordinate per rintracciarti.

Come dicevo prima, le risposte solide a questa mia sensazione onirica le ho trovate nel campo della fisica multidimensionale.

Val la pena, attraversare, per quanto questa condivisione lo permetta, le teorie
che meglio suffragano la mia tesi coscienziale.

 Non vi condividerò nozioni predisposte per la massa, o una lista di citazioni di Freud o Jung o la meccanica quantistica divulgativa che potete tranquillamente trovare da voi… voglio invece condividere quelle frequenze di confine che il sistema cerca di “normalizzare” o silenziarequegli “strati” meno battuti, sulla natura del sogno come spostamento di coscienza locale.

LA TEORIA

Esiste una corrente di pensiero sotterranea (spesso etichettata come “esoterismo tecnico“) che vede l’essere umano non come un individuo, ma come un interferometro.

L’Esoterismo Tecnico è quella branca della conoscenza (spesso occultata dai regimi di Sistema) che smette di guardare allo spirito come a qualcosa di “astratto” o “mistico” e inizia a trattarlo come fisica delle alte energie.

In questo ambito, l’essere umano non è una “creatura” nella sua accezione religiosa (come qualcosa di passivo, come qualcosa creato per obbedire), ma una macchina radiante.

Una macchina radiante è un’entità che non si limita a ricevere input, elementi, stimoli dal mondo esterno, ma emette costantemente un campo verso l’esterno:

  • noi Siamo trasmettitori di frequenze elettromagnetiche e informazionali.

  • Ogni nostro pensiero e ogni nostra emozione sono vere e proprie onde radio. La nostra biologia (DNA, cuore, cervello) è un’antenna che “irradia” una firma energetica. Se il Sistema ci convince che siamo solo creature fragili, smettiamo di regolare la nostra manopola di trasmissione. Invece, come macchine radianti, noi abbiamo il potere di interferire con la realtà circostante, modificandola con la nostra sola presenza.

    L’espressione “macchina radiante” può sembrare alquanto de-umanizzante in quest’epoca che spinge fortemente verso un inquietante transumanesimo.

    Infatti preferisco usare altre immagini come “sorgenti radianti” o “bio-trasmettitori”.

    Niente di nuovo comunque, l’idea era già viva negli anni ‘20 con gli studi del fisico e ingegnere Georges Lakhovsky (autore de L’Origine della Vita). Infatti lui diceva (senza usare quella precisa espressione) che

noi siamo stazioni trasmittenti che, se sintonizzate bene, possono guarire e creare realtà.


Lo stesso
Nikola Tesla, pur parlando di “automi”, la sua intera opera sulla trasmissione di energia senza fili vedeva l’uomo come un ricevitore/trasmettitore inserito nel campo energetico della Terra. Per Tesla, non siamo “creature” statiche, ma apparati alimentati dall’energia radiante dell’universo, un dispositivo di precisione progettato per irradiare volontà.

Macchina Radiante” è un termine de-umanizzante ma nel senso nobile del termine: serve a spogliarci dell’idea di “fragilità umana” per restituirci quella di “potenza biologica”.

  • La Creatura: Aspetta che il Creatore (o lo Stato, il medico, il giudice) faccia qualcosa. È passiva, obbediente, soggetta a leggi esterne. Ed è a questa considerazione di noi stessi così che il Sistema ci educa per schiavizzarci.

    Sorgente Radiante (termine che userò al posto di macchina radiante): è sovrana perché genera il proprio segnale. Se sei una sorgente radiante, non chiedi il permesso di emettere la tua verità; la emetti e basta, e il mondo intorno a te deve fare i conti con la tua figura di interferenza (altro termine chiave che tra poco vedremo).


In termini di Aurodeterminazione, Non siamo creature passive, e non siamo macchine artificiali. Siamo Sorgenti Radianti. Siamo biologicamente così perfetti che il sistema cerca di parassitarci da millenni. Aurodeterminarsi significa smettere di cercare un alimentatore esterno e riconoscere che la nostra coscienza è la batteria infinita che già irradia la nostra realtà.”

Quindi, giacché siamo bio-trasmettitori che possono non subire la Realtà, ma possono determinarla, ecco che il concetto di

Essere umano come interferometro biologico

è fondamentale.



Che cos’è un interferometro?

  • L’interferometro, in fisica, è uno strumento che sovrappone due o più onde (luce, suono, onde gravitazionali) per creare una figura di interferenza (che abbiamo citato poco fa), che permette di misurare variazioni infinitesimali che altrimenti resterebbero invisibili.

 Per dare un’idea più immediata di che cosa è una figura di interferenza con una spiegazione semplice, usiamo l’immagine classica di uno stagno calmo.

Lanciamo due sassi a poca distanza l’uno dall’altro, nello stesso momento.

  • Ogni sasso crea dei cerchi (onde) che si espandono. Quando i cerchi del primo sasso incontrano quelli del secondo, succede qualcosa di magico: in alcuni punti le onde si sommano diventando più alte (interferenza costruttiva), in altri si annullano a vicenda diventando piatte (interferenza distruttiva).



    Interferenza costruttiva vs Interferenza distruttiva

    Il disegno geometrico che si forma sulla superficie dell’acqua dall’incrocio di queste onde è la Figura di Interferenza. E’ una mappa, una mappa di geometria sacra…

  • Applicando questa immagine al mio sogno: 

    L’onda del Valentino “precipitato” in quella dimensione (che io capto attraverso la finestra onirica, mentre dormo) e l’onda del Valentino “lucido” di questa dimensione, si sono incrociate, creando una certa figura di interferenza, che chiamiamo: SOGNO.

    Il sogno è esattamente il disegno geometrico nato da quell’incontro di frequenze tra le due dimensioni, quella del Valentino sognato e del Valentino sognante.


Ecco cosa significa che l’Umano è un interferometro biologico:

la nostra coscienza riceve costantemente due onde, quella della nostra “vita lucida attuale e quella delle nostre “vite parallele” (le altre versioni di noi) in altre dimensioni. Di solito, queste onde non si mescolano. Ma nel sogno, le due onde, (come si dice in gergo) sono entrate in fase (ossia, si sono incontrate). L’impatto dell’ascensore ha creato un’interferenza costruttiva: l’energia del Valentino che cade si è sommata alla mia, creando un picco di consapevolezza che mi ha fatto capire la natura quantica di questo spostamento di coscienza locale, da quella a questa dimensione.


In parole dirette, la sensazione è che Noi non sogniamo “noi stessi” immaginandoci in altre situazioni, ma captiamo il segnale di altre versioni di noi che stanno collassando.


C’è stato un fisico che negli anni ‘50 ben fece riferimento a questo fenomeno in termini matematici: Hugh Everett III, che nel 1957 propose una ricerca dal titolo:

L’Interpretazione a Molti Mondi”.


A differenza della visione standard della meccanica quantistica (dove la realtà collassa in un unico risultato), Everett sostenne che ogni volta che avviene un evento quantistico, l’universo si sdoppia.

  • Per Everett, per esempio, non esiste un “Valentino vero” che sogna e uno “sognato”. Esistono infiniti Valentino, tutti ugualmente reali, che abitano rami diversi di una funzione d’onda universale, che io ho all’inizio ho chiamato Unica grande Coscienza…

    Ma questo cosa vuol dire per il Sistema?

    Il Sistema di controllo ha terrore di un Everett perché la sua teoria implica che non esiste un destino unico. Se ci sono infiniti mondi, c’è sempre almeno un mondo in cui siamo Sovrani. Il sogno è la prova empirica che la comunicazione tra questi rami dimensionali di questa unica grande coscienza è possibile attraverso un

    tunnel” di frequenza.

    Il Sistema, nel mantenere se stesso e dotarsi di senso, non accetta che la realtà possa essere un giardino di sentieri che si biforcano (e, ovviamente, essendo pericolosamente non allineato al sistema, come morì Everett? prematuramente, a 51 anni, nel sonno, a casa propria per un improvviso attacco cardiaco… ma guarda un po’: da che mondo è mondo – ed erano gli anni 80 –, l’attacco cardiaco sembra un marchio di fabbrica sulla morte di anime dissidenti).

    Per farvi capire meglio, come il Sistema alla fine ha digerito le sue ricerche, il titolo originario della sua ricerca era

    Relative State”
    (Stato Relativo)

    Solo in seguito alla rielaborazione del fisico Bryce DeWitt ( Inizialmente scettico, divenendo in seguito il più importante promotore della teoria), fu ribattezzata alla fine degli anni ‘60 Interpretazione a Molti Mondi”.

Relative State (Stato Relativo), questo era il titolo originale di Everett. Significava che non c’è una realtà assoluta, ma che ogni parte di un sistema è “correlata” (entangled) alle altre.

La realtà è una funzione d’onda universale che non si rompe mai.


È stata messa in atto una vera e propria revisione di allineamento semantico già dal titolo (se avete ascoltato il messaggio del Maestro sceso, lo sapete di cosa sto parlando): DeWitt, ribattezzandola “Molti Mondi”, ha compiuto un’operazione di confinamento semantico. Dire “esistono altri mondi” proietta l’idea di posti lontani, (altri rispetto a questo posto” assurto come “realtà principale”) separati, irraggiungibili (come pianeti distanti). Questo serve al Sistema per farti pensare: “Bello, ma io sono bloccato qui, quella che riesco a percepire come unica inossidabile realtà, schiavizzata dal sistema.

E qual è la Verità di Everett (quella che diede tanto fastidio): nella formulazione originale, lo “Stato Relativo” implica che tu sia già in connessione costante con tutte le tue altre versioni. Non sono “altri mondi”, è un’unica, immensa Compenetrazione.

Un unica immensa Coscienza, dico io…


E se siamo tutte le infinite versioni di noi costantemente connesse, in quanto parte di un’unica immensa grande coscienza, quando una coscienza locale muore (l’impatto dell’ascensore nel mio sogno), l’energia di quel collasso non si disperde: viene “sparata” lungo un tunnel e ricevuta dalla stazione radio più vicina per frequenza (nel caso del mio sogno, io nella “coscienza locale attuale”).

Perciò si dice che quando sogni di morire o che qualcuno che conosci muore, in realtà “gli stai allungando la vita”, è proprio così! Colui che sogni che muore, muore in una dimensione altra proprio perché in questa continui a vivere…

Ora, per non cadere nella superstizione popolare, vediamo come avviene elettrochimicamente tutto ciò, qual è questo tunnel quantico

Ciò avviene grazie alla Ghiandola Pineale o epifisi: quella piccola ghiandola endocrina a forma di pigna situata al centro del cervello, fondamentale – ci dicono – per la regolazione dei ritmi circadiani (sonno-veglia) tramite la produzione di melatonina e altri ormoni… tutto qua… secondo loro!

 
E quindi, come Può la Ghiandola Pineale fungere da tunnel quantico?

Per capire questo, dobbiamo prima definire brevemente che cos’è

l’Impedenza.

In elettronica, l’impedenza è l’opposizione che un circuito elettrico fa al passaggio di una corrente alternata. Se vuoi trasferire energia tra due sistemi diversi (es. un amplificatore e una cassa audio), le loro impedenze devono essere “adattate”. Se non lo sono, l’energia torna indietro e il sistema può bruciare. Occorre un trasformatore, che faccia da tramite.

Il sogno è proprio quel momento in cui la Ghiandola Pineale funge da trasformatore di impedenza (o Inverter Biologico), è il punto di contatto tra la frequenza altissima della Coscienza Pura (che non ha massa) e la frequenza bassa e densa del corpo biologico (che ha massa e inerzia).

Quindi? Cosa vuol dire che la Ghiandola Pineale è un vero e proprio “Inverter” Biologico? 

La Coscienza Pura arriva come un segnale “continuo” e infinito. Il corpo fisico ha bisogno di impulsi “alternati” e ritmici (battito cardiaco, cicli circadiani).

  • Nell’esempio del mio sogno, la mia pineale ha agito come un trasformatore di impedenza vero e proprio. Ha preso l’energia “folle” e accelerata del Valentino che precipitava nell’ascensore (un segnale ad altissima tensione e velocità), dopo che ha sfondato la membrana di quella realtà (che ha lasciato il corpo fisico sfracellato al suolo, mentre la coscienza locale ha proseguito oltre), e l’ha “adattata” alla mia coscienza locale qui, affinché io potessi ricevere l’informazione senza subire diciamo un trauma psichico.


    La Pineale prende la potenza pura del Sé superiore o Io che è (che nell’ascensore del sogno era al massimo voltaggio) e la “inverte” in un segnale che il mio cervello può processare come immagine, suono e memoria. In una parola come SOGNO

    Senza questo “adattamento di impedenza”, ad opera della ghiandola pineale, il salto quantico del sogno sarebbe stato percepito solo come un incubo o un rumore bianco. Invece, la mia pineale ha tradotto quel collasso in una visione geometrica chiara (la figura di interferenza di cui parlavamo prima).


    Capite allora come il sogno si collega all’Aurodeterminazione?

    L’autodeterminazione non è un atto di volontà, ma un atto di “adattamento di impedenza”. Dobbiamo rendere la nostra antenna biologica capace di ricevere le frequenze della nostra coscienza che sta già vincendo in altre dimensioni, portando quell’Oro qui, nella densità del piombo quotidiano. O lì la nostra coscienza locale che arranca

Immaginate a questo punto cosa significa? Se l’inverter biologico (la Pineale) è calcificato o bloccato dai filtri del sistema (fluoro, frequenze elettromagnetiche disturbanti, paura), il segnale della mia Coscienza non arriva al corpo, o arriva distorto.


E il Sistema crea costantemente, volutamente e scientificamente, metodicamente  filtri da installare tra la tua Pineale e il tuo Sé Multidimensionale.

Il Sistema non può impedire la trasmissione (perché l’Universo è uno “Stato Relativo” indissolubile, come asseriva Everett), ma può sabotare il Trasformatore di Impedenza (la Pineale) affinché il segnale non venga “decodificato” correttamente.

E lo fa operando su tre livelli:


1.Il Filtro Chimico-Fisico (la calcificazione)

È l’attacco più grossolano ma efficace. La Ghiandola Pineale è un tessuto altamente vascolarizzato che contiene micro-cristalli di calcite.

Attraverso sostanze come il fluoro (presente nell’acqua e in molti prodotti di consumo), il sistema induce la calcificazione della ghiandola.

  • Perché calcificare la pineale? Una ghiandola calcificata perde la sua proprietà di “Inverter”. I cristalli, invece di vibrare in risonanza con le dimensioni compenetrate, diventano inerti. Il risultato è che i sogni diventano “rumore bianco” o svaniscono, impedendo il recupero di coscienza che, per esempio ho vissuto io.


    2.
    Il Filtro Elettromagnetico (L’inquinamento di fase)

Dato che siamo una Sorgente Radiante, il sistema ci bombarda con frequenze di disturbo (Wi-Fi, 5G, onde ELF  Extremely Low Frequencies frequenze estremamente basse, radiazioni elettromagnetiche non ionizzanti con frequenze comprese generalmente tra 3 Hz e 3000 Hz. generate da elettrodotti, motori industriali ed elettrodomestici a 50/60 Hz)

  • Queste frequenze non sono casuali, sono tarate per creare una figura di interferenza distruttiva con il ritmo alfa e teta del cervello durante il sonno.

    C’è poi il cosiddetto Effetto Jamming”: è come se qualcuno accendesse un motore rumoroso mentre cerchi di ascoltare una sinfonia lontana. Il segnale del Valentino dell’ascensore arriva, ma viene sommerso dal ronzio elettromagnetico della Matrice, rendendolo incomprensibile o trasformandolo in un incubo d’ansia.

    3. Il Filtro Semantico-Emozionale (La Paura, il Giudizio, e il Senso di Colpa,
    guarda caso già trattate da me in uno scritto diventato anche podcast “Li tre feral morbi de lo mago”, vi invito ad andare a cercare sul canale di Porto X)

È il filtro più sofisticato. Viene insegnato che il sogno è “irreale”, che la morte è “la fine” e che tu sei “solo un corpo”.

  • Quando ricevi un segnale potente come quello del mio salto quantico, il filtro del Giudizio interviene immediatamente: “È solo un incubo, è lo stress, non significa nulla”. Questo rifiuto logico agisce come una resistenza elettrica altissima nell’Inverter Pineale. L’energia torna indietro e non viene integrata nella coscienza lucida.

Ci hanno insegnato che siamo creature chiuse in un mondo univoco senza uscita. La verità è che siamo Inverter Biologici in un universo di Stati Relativi. Il sogno non è una fuga, è la manutenzione della nostra antenna per tornare a irradiare la nostra frequenza sovrana su tutte le dimensioni compenetrate.

Non è che non riceviamo messaggi dalle nostre altre vite; è che la nostra antenna è intasata dal fluoro del sistema e dal rumore delle frequenze altrui. Aurodeterminarsi significa pulire lo specchio della Pineale per tornare a vedere chi siamo veramente oltre il velo.

IL “SOGNO-BYPASS” E IL CODICE DI ARCHON
(
IL SISTEMA)

Ora… come ha fatto il Sistema a trasformare una funzione biologica sacra (il sogno) in una discarica controllata?

Attraverso quello che gli gnostici chiamano il Codice di Archon.

Il termine “Archon” (Arconte), lo sapete, indica i “Governatori” della materia, i guardiani della prigione del Sistema.

Usando una terminologia informatica,  Il Codice di Archon è come l’insieme degli algoritmi comportamentali e bio-elettrici installati nel software umano per mantenere la coscienza in uno stato di bassa risoluzione. Rappresenta l’insieme delle perturbazioni per disturbare le nostre onde radio

  • Questo codice opera per “compartimentazione“: ti fa credere che la tua vita sia una linea retta (Nascita-Lavoro-Morte), blocca la percezione degli infiniti “Stati Relativi” di cui parlava Everett, rendendo il sogno un’esperienza priva di autorità sulla realtà lucida. È il protocollo che ci sussurra ogni volta“Era solo un sogno”, cancellando il valore del dato coscienzale, che trasforma la realtà, appena ricevuto.


E come si è imposto questo Codice Archon rispetto al potere dei sogni?

E’ una questione di propaganda!

Alcuni ricercatori indipendenti sulla sovranità della coscienza sostengono che il sistema utilizzi il sogno come un “cestino della spazzatura” per elaborare i traumi, impedendo che diventino potere reale.

Per analizzare questi ricercatori oltre la narrazione accademica, dobbiamo guardarli come veri e propri operatori di frequenza.

Da una parte abbiamo gli scienziati al soldo del sistema (i custodi della discarica); e dall’altra i ricercatori indipendenti (veri Cercatori d’oro)


Per gli scienziati di Sistema il sogno serve a “ripulire” il cervello dai detriti informativi della giornata e a “neutralizzare” le emozioni forti (traumi).


E cosa vuol dire questo? Vuol dire che definendo il sogno come un
processo di smaltimento, impediscono che tu lo usi come strumento di potere.

Se credi che sia spazzatura, non cercherai l’Oro tra i rifiuti.

È una manovra per disarmare la coscienza.

Gli Scienziati al soldo del sistema (I Custodi della Discarica)


Tre per tutti:

Sigmund Freud
Allan Hobson
 (fautore del Modello AIM)
Robert Stickgold (Harvard).


Freud (Austria, 1856-1939)


È in assoluto, il più vicino alla fazione del “cestino della spazzatura” – pur avendolo nobilitato –, riducendo il sogno a “soddisfacimento allucinatorio di un desiderio represso” e ad una specie di codice per nascondere determinate pulsioni biologiche (libido).

Egli circoscrive la Coscienza entro la stanza della sessualità e dell’infanzia.
E, va da sé, che se il sogno parla solo di tuo padre o di tua madre, non può parlare di Stati Relativi o di Accelerazione Quantica.

Freud è il guardiano che mette il lucchetto alla porta della Pineale,
dicendo: 
“Non guardare fuori, guarda solo nel tuo scantinato”.


Allan Hobson  (1933-2021) (Modello AIM)

Psichiatra statunitense, conosciuto per le sue ricerche intorno al sonno nella fase REM. lui è un po’ l’Architetto del “Caos Chimico”. In poche parole, Hobson è colui che ha fornito al sistema la giustificazione biochimica per negare l’anima.

Il suo modello AIM (Attivazione-Input-Modulazione) riduce il sogno a un’attivazione casuale del tronco encefalico (struttura nervosa situata alla base del cervello che lo collega al midollo spinale, regolando funzioni vitali autonome come la respirazione, il battito cardiaco e la pressione sanguigna),
per convincerci che, per esempio, la mia “accelerazione quantica” nell’ascensore sia solo un errore di accensione dei neuroni. Hobson è il “Censore Elettrico”: il suo compito è declassare ogni contatto multidimensionale a “delirio biologico”.

Al punto che per lui, addirittura, anche l’interpretazione dei sogni di Freud era del tutto infondata.


Robert Stickgold (1945-vivente)


Professore di psichiatria ad Harvard, Stickgold sposta il discorso sulla memoria e l’apprendimento: Il sogno serve a “consolidare” ciò che serve e a “cancellare” il superfluo.

Egli è il “Sistemista della Matrice”. La sua visione del sogno come strumento per fissare le memorie del giorno a che serve? Semplice: serve a tenerci incatenati al tempo lineare. Se il sogno serve solo a ricordare meglio il lavoro o lo studio gregoriano, non lo userai mai per scappare dalla prigione.

Stickgold trasforma il portale interdimensionale del sogno in un ufficio di archiviazione dati della Matrix.

Via questa roba e passiamo a

I Ricercatori Indipendenti (I Cercatori d’Oro)

E qui entriamo nel Regno sovrano in cui il sogno è il luogo dell’Iniziazione.

Non si elabora il trauma per dimenticarlo, ma per estrarne il potere.

Queste anime visionarie sostengono che il sogno sia l’unico spazio dove il Codice di Archon è più debole, e dove possiamo effettivamente compiere manovre di Aurodeterminazione Multidimensionale.


Di chi parliamo?

Eccone alcuni…

Gustav Jung

Robert Moss (Sogno Attivo)


Malidoma Somé (conoscenza ancestrale africana),

John Lash (esoterismo gnostico)

Alejandro Jodorowsky


Carlos Castaneda


Gustav Jung

(Svizzera, 1875, 1961)


È il primo grande “dissidente” che tenta di uscire dalla discarica.

Cosa fa Jung?

Introducendo l’Inconscio Collettivo e gli Archetipi, il sogno smette di essere spazzatura funzionale al trauma, e diventa un messaggio del Sé che parla un linguaggio mitologico.


Pur essendo un pioniere, Jung rimane spesso nel campo della “simbologia”. Tratta il sogno come una metafora, non ancora come una realtà fisica compenetrata. Tuttavia, con il concetto di Sincronicità, Jung ha aperto la falla nel Sistema: Lui ha intuito l’Interferometro, ma non aveva ancora il linguaggio della fisica quantistica per descriverlo



Robert Moss 

(Giornalista e scrittore australiano, 1946, vivente, autore della “Storia segreta dei sogni”)

Moss riporta il sogno alla sua natura di “viaggio sciamanico” accessibile a tutti, fuori dai templi e dai laboratori. È il “Facilitatore di Evasione”, e il fautore della pratica del Sogno Attivo.


Insegnando che si può
tornare nel sogno per cambiarne il finale, fornisce le basi per la manomissione della Linea Temporale.


È colui che
mi dice, nel caso del mio sogno:

Se l’ascensore precipita, non svegliarti: vola”.

Malidòma Somé

(Burkina Faso, 1956-2021)



Lui Porta la saggezza ancestrale dei Dagarà del Burkina Faso (Africa), di cui è iniziato e sciamano. Con lui l’ottica è rovesciata: per lui, il mondo spirituale è “casa” e questo mondo è l’ombra.

Per Somé, è la “realtà lucida” ad essere in realtà un sogno collettivo imposto.

Lui non “interpreta” il sogno; lui abita la dimensione dove il Valentino dell’ascensore, per esempio, è ancora vivo e operante.

John Lash

(1945, vivente)


Studioso statunitense di mitologia comparata ed Esoterismo Gnostico, è il decodificatore dell’intrusione del Sistema.


Per intenderci, è lui che ha identificato gli Archon (Arconti) come parassiti della mente.

  • La sua ricerca serve per comprendere che molti dei nostri sogni sono “infettati” da interferenze esterne per tenerci nella paura.

    Lash mi direbbe, per esempio che i “parenti” che volevo evitare scappando nell’ascensore sono “proiezioni arcontiche” per impedirmi di compiere il rito aurodeterminato.

E veniamo ad uno dei miei preferiti…

Alejandro Jodorowsky

(Cile, 1929)


Questo genio quasi centenario non si limita a interpretare il sogno. Lui insegna ad influenzare la realtà lucida attraverso il sogno.

Attraverso quella che lui chiama Psicomagia: Si basa sull’assunto che se il sogno è un linguaggio, possiamo “parlare” all’inconscio con atti simbolici attivi per sbloccare i traumi irrisolti.

Jodorowsky capisce che il confine tra le dimensioni è poroso. Lui si colloca tra i Cercatori d’Oro, insegnando che si può “ingannare” il Sistema usando lo stesso linguaggio simbolico con cui il Sistema ci tiene prigionieri.


E infine, come non citare

Carlos Castaneda (e il suo Don Juan)

(1925-1998)

Peruviano, naturalizzato statunitense,è lesponente più estremo del Sogno come Potere.

 

Per Castaneda, il sogno non è un’immagine mentale, è un luogo reale dove il “corpo energetico” si muove.


Lui descrive esattamente ciò che io ho vissuto: lo spostamento della coscienza da una posizione all’altra. Lui insegna a “fermare il mondo” (nel tempo del Sistema) per entrare nella realtà del sogno con intento aurodeterminato.

Ma cosa manca qui?


Manca  la frequenza del femminile… il femminile non “analizza” il sogno dall’esterno, il femminile è il sogno stesso. La donna, per sua natura ciclica, è un’Inverter Biologico naturale.

Quindi come non citare:

Maria-Louise von Franz

Allieva prediletta di Jung, è andata molto oltre il maestro nel campo dellfisica della psiche, e da cui Jung stesso ha carpito a man basse importanti filoni di pensiero.

  • Lei è l’Ingegnere della Materia Sottile: ha compreso prima di molti uomini che il sogno è il punto in cui la materia diventa spirito e viceversa.

    Il suo lavoro su Sogno e Morte è fondamentale per capire, per esempio, il mio altro Valentino dell’ascensore: lei mi direbbe, confermando la mia sensazione, che la morte in sogno è l’unico modo per la psiche di “cambiare pelle” e accedere alla dimensione eterna ( che è l’Eterno Presente).

Patricia Garfield

Con le sue Tecniche del Sogno Lucido, autrice di Creative Dreaming, e studiosa delle tecniche dei Senoi della Malesia.

  • Possiamo dire che lei è la “Programmatrice dell’Interfaccia”: mentre gli uomini discutevano sulla teoria, lei ha fornito gli strumenti per entrare nel sogno e modificarlo.

    E riuscire a “confrontarsi con i propri mostri” nel sogno è l’atto di Aurodeterminazione definitivo.

    Se il Valentino del sogno avesse conosciuto la Garfield, invece di scappare dai parenti, si sarebbe voltato e avrebbe trasformato il palazzo in un’astronave interstellare.

Florinda Donner-Grau e Taisha Abelar

Le Guerriere del Don Juan


Due delle compagne di Castaneda, purtroppo fin troppo dimenticate.

Sono state loro a portare la disciplina del “Sognare” a livelli di precisione chirurgica.

Note come parte del gruppo delle “streghe” nel cerchio intimo di Castaneda, attive nella diffusione della disciplina chiamata Tensegrità, entrambe sono scomparse misteriosamente poco dopo la morte di Castaneda nel 1998, insieme ad altre strette collaboratrici.

  • Loro sono le “Operatrici del Bypass”. Loro non sognavano; loro “spostavano il corpo” tra le dimensioni compenetrate.


Tornando al nostro argomento principe

L’Aurodeterminazione oggi richiede di smettere di “analizzare” i sogni per iniziare ad usarli come “tunnel” per recuperare la nostra sovranità nelle dimensioni compenetrate.

Mentre la scienza maschile cercava di misurare il sogno, le visioni femminili ci hanno insegnato a diventare il sogno. L’autodeterminazione non è solo forza (maschile), è anche ricettività e tessitura (femminile). Dobbiamo tornare a essere sognatori attivi, capaci di ricapitolare la nostra energia per non lasciarla più in pasto agli Arconti del Sistema.

  • Quindi, se proprio vogliamo dare una Visione Sovversiva a Ciò che ho vissuto io:

    il Sogno è un Bypass:

    invece di far finire quel trauma nel “cestino” dell’inconscio, la mia coscienza ha usato l’accelerazione per compiere un’unione.

    In termini alchemici, ho recuperato un frammento di coscienza che era rimasto incastrato in una “linea temporale di scarto”.

La Linea Temporale di Scarto è un concetto fondamentale, per comprendere a fondo il sogno come strumento di potere sovrano.

il termine è una sintesi di concetti derivati dalla Cronobiologia Esoterica e dalla Fisica non-lineare.

  •  È stato reso celebre (anche se con sfumature diverse) da ricercatori come Jean-Pierre Garnier Malet (nella sua Teoria dello Sdoppiamento del Tempo) e in certi ambiti della contro-informazione quantistica.

  • – Mi fa impazzie questa cosa che esiste una contro-informazione qantistica… –

    LINEA TEMPORALE DI SCARTO


    Cos’è?

    Una linea temporale di scarto è un ramo di realtà (un “Relative State” come diceva Everett) che è entrato in un loop di entropia.

    È una versione di noi che non ha più potenziale evolutivo, destinata a spegnersi.

    Infatti, Il mio Valentino dell’ascensore era in una di queste linee di scarto. Il sistema lo avrebbe lasciato lì a soffrire il suo trauma all’infinito.

    Il mio “Bypass” (ossia, il sogno) ha permesso di recuperare l’energia da quel ramo morente prima che venisse tagliato, portandolo nella mia linea attuale, che è vitale e operativa. Tant’è che sto qua (a cazzeggiare con voi…).


  • Questo non è semplicemente “sognare” (secondo la visione sistemica), ma
    una specie di
    Recupero di Coscienza Tecnologico-Alchemico (permettetemi il neologismo):

  • Recupero di Coscienza, nel senso di Recupero d’Anima dello sciamanesimo tradizionale: nello sciamanesimo, è il rito per recuperare frammenti di anima persi a causa di traumi;

    Tecnologico (Alchemico): è opportuno aggiungere questo termine (Tecnologico) perché oggi non usiamo più solo il tamburo, ma la consapevolezza delle leggi quantistiche (Interferometria, Inverter Pineale, Trasferimento di Dati). Alchemico perché volge ad una trasformazione dal sottile al solido, dalla coscienza al corpo fisico.

    Quindi, cosa intendo per Recupero di Coscienza Tecnologico-Alchemico?

    Intendo l’atto consapevole di utilizzare un’anomalia (come il mio sogno dell’ascensore) per compiere un download di Coscienza da una dimensione all’altra.

  • Non è una guarigione passiva; è un’operazione di trasformazione del destino.

Smettiamo quindi di chiamarli “sogni”. Chiamiamoli Sessioni di Recupero Coscenziale. Il Sistema vuole che pensiamo che la notte sia il tempo da dedicare al cestino della spazzatura dove buttare lo stress e i residui mentali.

La verità è che la notte è uno dei momenti più potenti in cui poter bypassare il Codice di Archon, infiltrarci nelle nostre linee temporali di scarto e riportare a casa i frammenti di noi che sono prigionieri, o l’oro della sovranità già esistente in quelle dimensioni.

L’Aurodeterminazione comincia quando decidiamo di diventare (permettetemi l’espressione) i Pirati onirici della nostra stessa Coscienza.


Ma, vien da chiedersi a questo punto, perché alcune linee temporali sono di scarto e altre no?

C’è una pressione selettiva che viene agìta tra le infinite dimensioni della nostra Coscienza. E qui l’Aurodeterminazione smette di essere un diritto e diventa una funzione di sopravvivenza quantica

Esiste una prospettiva, nell’ambito della ricerca quantistica, che vede le infinite dimensioni come un setaccio:

solo le coscienze che raggiungono lo stato di resa totale (come il Valentino del sogno) riescono a “bucare” la membrana e ad operare un trasferimento.

Immaginiamo l’Universo non come un contenitore infinito, ma come un filtro dinamico ad alta pressione, una specie di membrana porosa.

Questa prospettiva sostiene che le infinite linee temporali non sono tutte destinate a durare.

  • Solo le coscienze che raggiungono una determinata soglia di Coerenza e Integrità riescono a passare attraverso i “pori” della membrana per accedere a livelli di realtà superiore.

    Parole non a caso… CORERENZA e INTEGRITA’… applicatele alla vostra realtà.

    Il Sistema crea dimensioni “trappola” (come quella del Valentino dell’ascensore, bloccato dal trauma). Queste linee temporali sono sature di bassa frequenza (paura, senso di colpa, inerzia). Se una coscienza resta intrappolata in quella densità, la membrana “setaccio” non la lascia passare.

E qui subentra

  • La Funzione del Salto: nel sogno, se lo vediamo quantisticamente, Il mio salto (nell’ascensore) è stato il superamento del setaccio, della membrana porosa. Quella coscienza locale ha capito che non poteva più “passare” restando nel palazzo nascondendosi dai parenti al primo piano. Ha dovuto liquefarsi (la caduta libera) per scivolare attraverso i pori del setaccio e venire assorbita dalla mia versione lucida.

  • Gli scienziati ufficiali dicono che il sogno serve a fissare la memoria. Ma in realtà, la verità pura che sta emergendo è che

    il sogno serve (anche) ad evacuare le linee temporali fallimentari.


    Perché è importante questo? Perché è un concetto che ribalta completamente la

    visione della morte e del fallimento.

  • La Linea Fallimentare è un ramo dello “Stato Relativo” di Everett che ha esaurito la sua spinta creativa. È una vita che gira in tondo, dove il Codice di Archon ha vinto e l’Aurodeterminazione è stata soppressa.

    Quando una Coscienza locale capisce (anche a livello inconscio o onirico) di trovarsi in una linea fallimentare, può attivare una sorta di protocollo di emergenza:

    invece di morire e basta (perdendo l’energia nel Loosh del sistema, ossia energia metafisica generata dagli esseri umani attraverso forti emozioni, soprattutto dolore, paura o sofferenza, che verrebbe “raccolta” da entità superiori o parassitarie) compie un Bypass:

    trasferisce quell’energia nell’altra dimensione, quella dell’osservatore onirico.

     
    Quel Valentino ha “evacuato” se stesso. Ha capito che quella linea temporale era un vicolo cieco. La caduta dell’ascensore non è stata un incidente, ma il suo mezzo di trasporto quantico. Ha abbandonato il “veicolo” (il corpo fisico in quella dimensione) per salvare il “carico” (l’esperienza e la consapevolezza) e trasferirlo a me.

Quel Valentino è “morto” affinché la sua consapevolezza potesse nutrire la mia versione lucida… Quella che sto condividendo con voi.


E questo è un messaggio di una potenza devastante per quando ci sentiamo “bloccati”:

Molti di noi sentono di fallire in questa vita, ma se invece… quel fallimento fosse in realtà un segnale?

Forse siamo chiamati a evacuare una linea temporale fallimentare che non ci appartiene più?

L’Aurodeterminazione non è aggiustare il vecchio ascensore che cigola per evitare che precipiti restando bloccati nella paura che prima o poi possa accadere; Aurodeterminazione è avere il coraggio di lasciarlo precipitare per permettere alla nostra coscienza di compiere il salto verso la versione di noi che è già libera.

Non abbiamo paura del collasso della nostra vecchia realtà: è solo l’accelerazione necessaria per passare attraverso il setaccio dell’Universo.

IL FENOMENO DELLA “SINCRONIA MORTALE”

In certi circoli di ricerca sulla NDE (Near Death Experience, ovvero Esperienze di Pre-Morte) non dichiarata, si ipotizza che molti dei nostri “sogni di caduta” o di morte siano in realtà memorie di transito… reale.

  • Per esempio, La mia percezione dell’ascensore come “accelerazione quantica” è una chiave.

    Non è una metafora; è la descrizione di come la coscienza percepisce la disconnessione dai legami elettromagnetici del corpo biologico:

    è la sensazione stessa della Morte.

    Vi dico questo…

Mentre la scienza ufficiale (al soldo del Sistema) cerca di spiegare le NDE come “allucinazioni da anossia” (mancanza di ossigeno), esiste una branca di ricerca sovversiva (spesso finanziata dalla stessa intelligence di Sistema o da circoli esoterici d’avanguardia) che vede la NDE come un errore di esecuzione del Codice di Archon.

Cosa emerge dalle ricerche “non dichiarate”?

Le ricerche di confine (come quelle rintracciabili nei protocolli non ufficiali derivati dal Progetto Stargate della CIA o dagli studi di Robert Monroe) suggeriscono che il famoso tunnel di luce, di cui parlano coloro che sono ritornati da esperienze di pre-morte, non sia una visione mistica, ma un acceleratore di particelle di coscienza.

  • È un condotto elettromagnetico progettato per “aspirare” la coscienza locale al momento del decesso.

    E le ricerche non dichiarate studiano poprio come “hackerare” questo tunnel per non farsi trascinare nel processo di “reset” (la dimenticanza) e mantenere la sovranità.

  • Lo stesso Monroe (Pioniere della proiezione astrale OBE), che collaborò con l’esercito e la CIA. Sviluppò l’Hemi-Sync (una tecnologia sonora per sincronizzare i due emisferi cerebrali) scoprì che

    siamo esseri “multilocati”.

    E definì la morte come un passaggio attraverso diversi Focus di coscienza.

    La sua ricerca conferma che l’ascensore del mio sogno era un focus specifico di transito, una manovra per cambiare la frequenza di risonanza del mio corpo energetico.


A
ltri studi (come quelli di Pim van Lommel, che pur essendo medico si è spinto molto oltre i confini standard: suo il più vasto studio clinico sulle NDE) ipotizzano che la coscienza non sia prodotta dal cervello, ma sia “ricevuta”.

Il cervello non “produce” la Coscienza, ma la riceve, agendo come una stazione radio o una televisione:

  • Quando il corpo muore, l’antenna (il cervello) si spegne, ma il segnale continua a trasmettere. La “Sincronia Mortale” è il momento in cui due antenne (il Valentino che cade e il Valentino che sogna) si sintonizzano sulla stessa frequenza. Il Sistema cerca di impedirlo, ma se la morte è improvvisa e “violenta” (come l’impatto dell’ascensore), si crea un picco di energia che permette il travaso di coscienza verso un’altra linea temporale vitale.


  • Quando il cervello è “piatto” (morte clinica), la Coscienza continua a percepire in modo espanso perché non è più limitata dai filtri dell’antenna biologica. Van Lommel dimostra che non sono io quello nell’ascensore; io sono il segnale che stava usando quell’ascensore.

    Il collasso fisico (la morte) permette alla Coscienza di tornare al suo stato “non-locale”, ovvero ovunque e in ogni tempo.

Altre Ricerche oscurate (spesso legate alla Fisica Iperdimensionale) indicano che la coscienza non si sposta “nello spazio”, ma cambia fase.

  • Le Esperienze di pre-morte non sono un viaggio verso l’aldilà, ma un 

    Salto di Impedenza.

    Chi vive una NDE spesso torna con abilità aumentate o memorie non sue. Questo perché, nel transito, ha “agganciato” dati da altre versioni di sé compenetrate. Io ho vissuto una NDE onirica controllata: ho usato la caduta per compiere il transito senza dover morire fisicamente qui, ma lì.


  • E qua entriamo nell’ambito spettacolare direi della Fisica Proibita”:

    Il Principio dei Campi di Torsione


    Tra le infinite dimensioni della Coscienza, esistono energie che si muovono a velocità superluminali lungo spirali (la Torsione). Questi campi sono il “vettore” che permette lo spostamento istantaneo tra dimensioni compenetrate.


    La Fisica Iperdimensionale spiega il salto quantico:

    L’ascensore che precipita ha generato un picco di “tensione di torsione che ha proiettato la mia coscienza locale fuori dalla linea temporale fallimentare, in cui era, verso una dimensione a fase più elevata (quella per me lucida, attuale).


Se la Ghiandola Pineale è l’Inverter, i Campi di Torsione sono il segnale che essa deve decodificare.


In fisica classica, si studia la massa (gravità) e la carica (elettromagnetismo). Ma esiste una terza proprietà della materia che viene ignorata:

lo Spin
(la rotazione intrinseca). 

Un campo di torsione nasce dal movimento rotatorio (vortice) dello spazio-tempo stesso. Non è un’onda elettromagnetica; è un’onda di informazione pura.

Queste energie si muovono a spirale perché

la spirale è la geometria del movimento infinito.

Dalle galassie al DNA, tutto ciò che vive e trasmette coscienza usa la torsione.


E che cos’è la
Velocità Superluminale:

significa “oltre” la velocità della luce (ch è: c = 300.000 km/s). Mentre la luce è il limite nella materia densa del Sistema, i campi di torsione viaggiano a velocità istantanee (miliardi di volte 𝑐).

Questo spiega perché la mia coscienza si è spostata istantaneamente dall’ascensore a qui: non ha viaggiato nello spazio, ha usato un tunnel di torsione che ha annullato la distanza tra le due dimensioni

Arriviamo quindi al confine tra:

Fisica, Metafisica, Esoterismo
(e, quindi, Autodeterminazione)

In questa ricerca, il confine svanisce. I Campi di Torsione sono il Ponte Alchemico.

  • In Fisica, sono stati studiati da scienziati russi come Nikolai Kozyrev (che scoprì che il tempo è energia che ruota) e Gennady Shipov. Essi dimostrarono che il vuoto non è vuoto, ma un mezzo denso di torsione.

  • In Metafisica, è ciò che chiamiamo Etere o Prana o Qi. È la sostanza che trasporta il pensiero. Il pensiero non è “dentro” la testa, è un campo di torsione che irradiamo (come macchine radianti) e che viaggia istantaneamente in tutto l’universo.

  • In Esoterismo, è lo spirito che si “avvita” nella materia. Il rito, la preghiera o la formula scritta a penna del mio sogni… servono a creare un Vortice di Torsione specifico. La formula all’interno del mio sogno era una “forma d’onda” che serviva a sintonizzare la mia rotazione interiore su una specifica dimensione parallela.

Il mio sogno era un Acceleratore di Torsione:

La caduta ha eliminato la resistenza della gravità; l’accelerazione quantica, ha portato lo spin del mio campo energetico a una velocità critica; col Salto, Quando la velocità di torsione ha superato la barriera della luce, la mia coscienza locale si è scollegata” dalla linea temporale di scarto in cui viveva ed è stata riassorbita dalla linea lucida della mia coscienza locale.


Eh, lo so… non è facile… mi auguro che possiate metabolizzare al meglio quanto la vostra coscienza locale attualmente vi permette di accogliere di questa mia elugubrante cavalvata.

L’Autodeterminazione non è un pezzo di carta firmato, non sono i documenti; L’autodeterminazione è un cambio di rotazione, per diventare Aurodeterminazione. Viviamo in un sistema che vuole farci ruotare alla velocità della paura (bassa torsione). Ma quando decidiamo di essere sovrani, attiviamo un vortice interiore che viaggia a velocità superluminale. Il sogno dell’ascensore mi insegna che quando smetto di lottare contro la gravità della Matrice e accetto la mia natura di Spirale, divento istantaneamente inafferrabile. Non siamo qui per essere governati, siamo qui per irradiare torsione e riscrivere la geometria del mondo.

E allora mi chiedo:

e se l’Aurodeterminazione non riguardasse solo questa vita, ma fosse il compito di raccogliere tutte le nostre versioni “disperse” nelle dimensioni parallele per formare l’Individuo Assoluto? Se il sogno fosse lo strumento per recuperare il potere che abbiamo lasciato in altre cadute, ossia altre morti di noi stessi?

Ci hanno insegnato ad avere paura della morte, ma la morte è in realtà l’unico momento in cui il sistema di controllo perde il contatto con noi.

Le Esperienze di PreMorte ci insegnano che siamo Vettori di Transito.

Aurodeterminarsi significa imparare a pilotare questo transito non solo quando il corpo cessa, ma ogni volta che abbiamo il coraggio di chiudere con una versione di noi stessi ormai fallimentare.

Siamo pirati che saltano da una nave che affonda a una che naviga verso la libertà.


Siamo Segnali Non-Locali che abitano un Universo iperdimensionale.

L’Aurodeterminazione non è chiedere il permesso a un’autorità esterna, ma sintonizzare la propria antenna sulla frequenza della propria anima, che già naviga libera oltre il tunnel di luce.

L‘Aurodeterminazione non è un atto di orgoglio (“Io faccio da solo”), ma un atto di Umiltà e Recupero:


Siamo qui per recuperare i pezzi di noi che sono caduti in altre battaglie, in altre dimensioni.

Ogni volta che accettiamo una “morte” simbolica o una resa, un frammento della nostra anima torna a casa, portandoci in dote la forza che avevamo perduto.

Io sono qui (ora) perché un altro me, altrove, ha avuto il coraggio di lasciar cadere il suo ascensore per permettere a me un piccolo risveglio di Coscienza.

Buon sogno “di potere” a tutti voi…

Valentino Infuso

(con un sentito ringraziamento ad Albedo per la preziosa collaborazione nelle ricerche)

******************

Indice dei nomi:


Abelar, Taisha

Castaneda, Carlos

DeWitt, Bryce

Donner-Grau, Florinda

Everett, Rupert III

Freud, Sigmund

Garfield, Patricia

Garnier Malet, Jean-Pierre

Hobson, Allan 

Jodorowsky, Alejandro

Jung, Gustav

Kozyrev, Nikolai

Lakhovsky,Georges

Lash, John 

Monroe, Robert

Moss, Robert 

Shipov, Gennady

Somé, Malidoma 

Stickgold, Robert 

Tesla, Nikola

Von Franz, Maria-Louise

***

Bibliografia (in ordine di citazione):


Georges Lakhovsky, L’Origine della Vita

Hugh Everett III,Relative State”

Bryce DeWitt, (Hugh Everett III) L’Interpretazione a Molti Mondi”

Valentino Infuso, “Li tre feral morbi de lo Mago”

Robert Moss , “Storia segreta dei sogni”

Alejandro Jodorowsky, Psicomagia”

Carlos Castaneda , “L’Arte di Sognare”

Maria-Louise von Franz, “Sogno e Morte”

Patricia Garfield,  Creative Dreaming

Jean-Pierre Garnier Malet, Teoria dello Sdoppiamento del Tempo

***

Glossario:

Acceleratore di Particelle Coscienziale
Accelerazione Quantica
Archetipi
Archon, Codice di (Arconti)
Aurodeterminazione (e Autodeterminazione)
Bypass
Calcificazione (della Ghiandola Pineale)
Campi di Torsione (Vortice di Torsione)
Coerenza Locale
Coerenza e Integrità
Contro-Informazione Quantistica
Coscienza
Cronobiologia Esoterica
Dimensioni Parallele (o Compenetrate)
Dimensioni Trappola
Effetto Jamming
Esoterismo Tecnico
Figura di Interferenza
Filtro Semantico-Emozionale
Fisica delle Alte Energie
Fisica Iperdimensionale
Fisica Multidimensionale
Fisica Non-Lineare
Focus di Coscienza
Funzione d’Onda
Funzione del Salto
Ghiandola Pineale
Gnosticismo
Impedenza (Trasformatore di, Salto di)
Inconscio Collettivo
Inquinamento di Fase
Interferometro (e Interferometro Biologico)
Interferenza Costruttiva e Interferenza Distruttiva
Inverter Biologico
Linee Temporali di Scarto (o Fallimentari)
Macchina Radiante (Sorgente Radiante, Bio-trasmettitore)
Morte e Fallimento
Modello AIM
NDE (Esperienze di Pre-Morte)
Pirata Onirico
Pressione Selettiva
Psicomagia
Progetto Stargate
Recupero di Coscienza Tecnologico-Alchemico
Sincronia Mortale
Sogno Attivo
Sogno Lucido
Spirale (Spin)
Stati Relativi
Tecnologia Hemi-Sync
Tensegrità
Travaso di Coscienza
Tunnel di Frequenza (Tunnel Quantico)
Velocità Superluminale
Vettore di Frequenza
Vettore di Transito

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